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21 giugno 2017

Incontri

Ci sono giorni che hai bisogno di scrivere, perché non sai meglio come liberare la testa. Anche se non sono sicura di liberarla.
Ci sono incontri rari nella vita, quelle persone che ti entrano dentro e non ti lasciano più. Ho avuto la fortuna di incontrarne di queste persone in ogni posto dove ho vissuto fin ora.
Poi ci sono gli incontri che neanche credi possano esistere, neanche pensi possano esistere finché non li vivi. Ho incontrato una persona che mi legge dentro come non credevo fosse possibile e che io leggo dentro allo stesso modo. Dove non ci sono ripari ma tutto è esposto. La sento come se fosse sotto la mia pelle, come mai pensavo potesse accadere.

10 novembre 2015

On This Day, again

È strano rivedere quante citazioni scrivevo fino quattro anni fa su facebook. Forse dovrei tornare a farlo.

10 Novembre 2009

every look is a drop of obsession that slowly will lead to madness

Credo di sapere esattamente a cosa si riferiscano queste parole. Ci sono cotte che ti cambiano, anche se durano veramente poco. Noise è stato questo, una bellissima cotta durata un mesetto, sbalzi ormonali da ridere e un bacio che non ho dato, perché così sono fatta io.


10 Novembre 2011

Trust is as priceless as tremendously fragile

We had met that day because we were supposed to meet. If we hadn't met then and there, we would have just met somewhere else sometime. - Haruki Murakami

Tutto questo è Limo. È quasi folle pensare quanto sia stata nella mia testa.


Dovrei tornare alla mia passione per le citazioni, dicono così tanto di me e me ne ero dimenticata.

21 ottobre 2015

Problema considerevole

Avere l'ormonella, e non poterla soddisfare, è un problema considerevole che causa, tra le altre cose, una notte insonne non richiesta.

19 luglio 2015

Pensieri di un'alba d'estate

Ci sono alcuni momenti in cui non vorrei essere qui. Vorrei uscire dal portone, sentire l'aria fresca della notte su di me e camminare, dove non importa. 
Ma poi rimango, mando giù lo scazzo, lascio che il tempo scorra e che gli umori ritornino normali. 

Pochi anni fa avrei seguito il mio istinto, ora no. Alcuni chiamerebbero tutto questo "diventare adulti".

26 giugno 2015

La voce di Ligabue

La voce di Ligabue è Milano, la Milano degli ultimi due anni che ci ho vissuto. Più che gli anni liceali, più dei primi anni dell'università. È lab, tesi, camminate, 93 affollata e bici. È cioccolate calde, parole, discorsi di notte. È San Siro, gavettoni e zanzare. È risate e lacrime.

11 giugno 2015

Alla fine di un giro

Lo ricordo come fosse successo un paio di settimane fa e non quasi quattro anni. Allo stesso tempo è così lontano da sembrare il ricordo di un'altra persona.

2 Settembre 2011. 
Siamo alla fine della Selection Week, ultimo giorno, ultime ore di ansia prima di sapere se si è dentro o meno. Tra applicanti non riusciamo quasi a parlare di cosa sarà, quasi parlarne possa frantumare il sogno. L'idea di pranzare in mensa non mi va proprio, così colgo al balzo l'invito a mangiare un panino sulla riva dell'Elba insieme ad altre tre applicanti. Siamo tutte da una nazione diversa, un'italiana, una tedesca, un'indiana e un'egiziana. Il tempo scorre piacevole e quasi ci passa di mente che è tempo delle buste, di quella lettera che ci dirà del nostro futuro.
Ore 6 pm. Siamo tutti nell'aula del primo giorno, dove ascoltammo ciascun PI (NdR principal investigator) parlare della propria ricerca. Su un paio di scrivanie sono disposte le buste. Cerco quella che reca il mio cognome, la trovo, mi sposto da qualche parte e la apro. E non voglio crederci, sono dentro. Devo rileggere ancora. Sono veramente dentro, ce la ho fatta, sono passata. Sono un PhD student, o meglio, lo sarò qui. Chiamo Simo, le devo dire. Sono passata davvero. Chiamo i miei e mio fratello. Sono passata.
Sembra di indossare degli occhiali strani, tutto sembra diverso ora. La luce dalle finestre è diversa. Non ho il coraggio di chiedere in giro, so che non tutti siamo passati. Ma le tre ragazze con cui ho passato il pranzo sono passate, le ritroverò qui tra qualche mese. È una strana sensazione, quell'aula mista di gioia e delusione. 
La sera scorre, c'è il PhD Party. Il cibo non è granché ma che importa, l'alcol sopperisce ampiamente. Bevo e rido. Bevo e scherzo. Bevo e parlo. Bevo e ballo. C'è anche il mio futuro capo, mi passa a salutare, ci rivedremo in due mesi, a inizio Novembre, per il Lab Retreat. E comunque io bevo. 
È passata la una ormai, sono allegrotta e stanca. È tempo di nanna che il giorno dopo si riparte per Milano.

3 Settembre 2011
Lascio Dresda sapendo che tornerò, due mesi e sono qui di nuovo. È strano partire per Milano, per la mia città, per il posto prima tanto odiato e ora amato profondamente, e sapere quando esattamente ripartirò per lasciarla. Probabilmente per tanti anni o per tutta la vita. 
Sono ancora stordita da questa settimane e soprattutto dalla serata precedente. Non so neanche cosa aspettarmi dal mio ritorno a Milano. Non me lo chiedo, la mia mente è in un altro mondo. Ho il sorriso stanco di chi ha dato tutto. 
Il viaggio va tranquillo, a Francoforte ho tempo di raggiungere il mio gate senza lasciarci i polmoni. Sto tornando a casa ma solo per due mesi. È tutto estremamente strano. Sono passata, ho una posizione da PhD Student. Ho raggiunto il mio obbiettivo e ora posso smettere di essere [scazzata mode on]. Questi ultimi mesi di intensi e dolorosi finiti, ho raggiunto il traguardo. Sono felice ma ho un retropensiero che non mi lascia, sta lì e lo so cosa mi dice. Lascio Milano, lascio la città che più mi ha cambiato e stupito. Lascio Milano, lascio le persone a cui più devo la Ste di ora. Sarebbe successo, era questione di poco. Lo so. Ma nella felicità questo fa male.
Arrivo a casa che sono le 10.30 pm. Stanca. Chiamo i miei. Sento Simo. C'è una serata, disco, il solito gruppo. La stanchezza va, può aspettare. Ora è tempo di festeggiare qui. 
Mi passano a prendere un oretta dopo, io sono pronta alla serata. La stanchezza non c'è più. C'è Simo, l'abbraccio finalmente. È contenta, la Ste ce la ha fatta. È passata. 
Poi via verso la disco. Ci sono un po' tutte e tutte a congratularsi. È la mia serata. Si beve e si scherza. Si beve e si ride. Si beve e si parla. Si beve e si balla. Si beve.
Usciamo fuori io e Simo. L'aria è fresca e un po' umida dalla pioggia che c'è stata. Peccato che la parte all'aperto non sia utilizzata oggi. Simo porta la sigaretta alla bocca, fa un tiro e mi guarda negli occhi. "Allora te ne vai". La guardo negli occhi e vedo quello che sento io, lo sapevamo entrambe ma comunque farà male. 

Si arriva, si cresce, si vive, si parte. È un ciclo continuo, come il giorno e la notte. Siamo alla fine di questo giro e uno nuovo sta per iniziare.

9 giugno 2015

Momenti adolescenziali

Ritrovarsi la mattina a canticchiare insistentemente Tiziano Ferro e sentirsi di nuovo adolescente.

Perché piccola potresti andartene dalle mie mani 

8 giugno 2015

Ci vorrà un po' di tempo

Ho rimesso in ordine il blog: nuovo tema, nuova foto, tutti i post sono stati modificati, non sono più di colore grigio-illegibile ma neri, alcuni link e foto sono andati persi.
Ho soprattutto letto il blog, dall'inizio alla fine. Post dopo post. La prima cosa che ho pensato è che voglio bene alla vecchia Ste; nonostante gli errori, le sportellate in faccia, le pippe mentali, le voglio bene. Così simile ma allo stesso tempo diversa da sembrarmi una sorella minore. Mi ha fatto sorridere leggermi di nuovo, vedere me stessa dimenarsi in tutti i cambiamenti vissuti in quei tre anni e poco più mi ha fatto tenerezza.

La vita di questo blog è rallentata poco dopo la mia laurea e si è praticamente fermata una volta che mi sono trasferita in Germania. Ho trascurato questo luogo per praticamente quattro anni, presa dallo stare dietro la mia vita in continuo cambiamento. 
Non è il tempo che mi è mancato, ma l'onesta nel mettere nero su bianco pensieri e paure, vittorie e sconfitte. Lo ho capito rileggendo questo blog. In questi anni mi sono lasciata andare, ho spesso continuato a vivere senza pormi domande troppo profonde.
Eppure ora sono qui, di nuovo. Completamente diversa dalla ragazza che si preparava a partire verso una nuova avventura, lasciando a Milano alcuni degli amici più cari e un cuore in mille frantumi. Sono passati praticamente tutti i miei anni del dottorato, se tutto va bene in pochi mesi anche su questo porrò la parola fine.
Ma prima voglio provare a recuperare sprazzi di questi anni, metterli nero su bianco prima di dimenticarli. Voglio scrivere di Limo, di Biker e di Sun. Degli alti e bassi della vita in lab. Del mio rifare vecchi errori ma, alla fine, del mio essere felice.
Ci vorrà tempo, un po'.

29 marzo 2015

Parlare con estranei

Venerdì. Sono in giro per l'aeroporto di Francoforte, si ferma vicino a me una ragazza che sembra un po' spaesata, poggia il borsone e su di esso biglietto e passaporto. È italiana.
Solitamente, quando incontro italiani all'estero faccio finta di non saperlo, faccio finta di essere straniera. Non so perché. Mi viene così. Questa volta no, sarà che sono in viaggio verso i miei, sarà il suo essere spaesata. Non lo so. "Italiana". "Sì". "Si vede dal passaporto".
Chiacchieriamo pochi minuti. Cosa facciamo lì. "Vado a trovare i miei. Vivo in Germania da un po' di anni. Sono alla fine del dottorato". "Ah, e cosa studi?". "Come si sviluppa il cervello". Cambia espressione, come un po' tutti ogni volta che lo dico. Deve suonare veramente strano. È in viaggio verso Doha per vedere la MotoGP, regalo del padre. "Da sola non farei neanche Pisa-Livorno".
Inizia la MotoGP. Seguo sempre come va, anche se da non un po' non guardo un Gran Premio. "Vedremo cosa farà Valentino Rossi quest'anno". "Quest'anno potrebbe essere il suo anno. Se non quest'anno, il prossimo. Il vecchietto". Ci salutiamo, mi incammino verso il mio aereo (che sarà in ritardo di un'ora, ma in quel momento non lo sapevo).


Domenica. Valentino Rossi ha vinto il primo Gran Premio della stagione a Doha. Contro ogni aspettativa, partendo dalla decima posizione. Non ho potuto vedere la gara, non ero a casa questo pomeriggio. Avevi ragione, almeno per questa Gran Premio avevi ragione. E lo hai visto da vivo.

Non so il suo nome. Non ci siamo presentate. Ma abbiamo chiacchierato per pochi minuti. Il bello di parlare con estranei. Non servono nomi. Sono io, senza pretendere. Può creare di tutto, grandi soluzioni e grandi casini.
È una delle cose che mi manca tanto, parlare con estranei.

2 marzo 2015

Scrivere

Un motivo per tornare a scrivere non lo ho. O forse i motivi sono così tanti che non riesco a metterli a fuoco. Non ho aggiornato questo luogo da quando vivo a Dresda, fatta eccezione per un paio di post. Non ne sentivo il bisogno o non ne avevo voglia. Probabilmente entrambe.
È stato così fino a due giorni fa e poi, boom, una necessità impellente di riaprirlo e scrivere.
Probabilmente è così per buona parte della specie umana, ma a me fa strano.

Ho cambiato un po' di cose, il vecchio blog rispecchiava poco o niente della persona che sono ora. Qualcosa cambierà ancora, quando riesco a chiuderla nel passato. Ho provato anche a cambiare il colore dei vecchi post, ma non ho trovato un modo per cambiarlo a tutti, per cui solo per gli ultimi 50 hanno il colore del font è leggibile. Pazienza.
Il vecchio blog era lo specchio della fine della mia prima adolescenza e l'inizio e fine della seconda. Sono estremamente lontana da entrambe, più di testa che di anni.

Però torno a scrivere. Almeno ne sento nuovamente il bisogno, come allora.

28 febbraio 2015

Il futuro

La paura del futuro è la peggiore paura che si possa avere.

29 dicembre 2011

25esimo compleanno

Piango il giorno del mio 25esimo compleanno. Piango senza poter smettere. Piango e non so bene perché. Piango a vedere gli auguri di chi ho lasciato a Milano. Piango nel vedere i suoi auguri. Piango nel giorno del mio 25esimo compleanno e non so bene perché.
E ora dormo. Dormo sul passato e sul futuro. Sogno il presente.

24 dicembre 2011

Small things

Fuori finestra si intravede la neve scendere su Dresda, è già buio in questa vigilia di Natale. Il mio riflesso sorridente nel vetro bagnato è la foto di questo momento. Sono lontana da "casa", lontana da Milano, immersa in una nuova vita. Sorrido e sto bene.
Il silenzio di questi mesi è stato pieno di emozioni forti, sorrisi e lacrime. Un'altalena emozionale. Vita, tanta vita nella sua complessità.
Stamattina mi sono svegliata tra braccia calde e un bellissimo sorriso. Sono le piccole cose che rendono felici, sono attimi che nascono da se e così si vivono. E' un pomeriggio trascorso a impacchettare regali ed a rubare baci. E' guardasi. E' conoscere l'altro corpo senza fretta, è lasciarsi conoscere. E' ridere. E' imbarazzarsi. E' un ciuffo biondo da scompigliare. E' un bel Natale.

9 ottobre 2011

Punto e a capo

Sole, aria, bimba, caffè. Punto e a capo.

1 ottobre 2011

Quando le cose vanno così

E' fantastica la quantità di scazzi che sto vivendo da quando sono scazzata mode off...

11 settembre 2011

Cosa succede se mi innamoro?

Il prevedibile può essere bello, l'imprevedibile ti spiazza. Per cui ora vivo in un mondo che non conosco ma un po' riconosco. Due settimane per vedere mio fratello all'altare dire di sì al suo amore, Milena, volare a Dresda e passare le selezioni per il dottorato, e tornare a Milano, consapevole che tra neanche due mesi valigie e via da questa mia città, per essere fantasticamente stravolta.
La Ste esiste ed è scazzata mode off. Sorrido, e come sorrido. Sto bene e sono felice. Sono io.

Cosa succede se mi innamoro? Non lo so ma vivo.

24 agosto 2011

Irrimediabilmente e fantasticamente

La vita è irrimediabilmente e fantasticamente gaia.

17 agosto 2011

Come ritorna l'odore dell'onda

Quanto è bbono l'odore der mare
ce vado de notte a cerca' le parole


Ultimi giorni a mare e va bene così. Mentre ascolto Me so' mbriacato di Alessandro Mannarino, cerco le parole esatte per descrivere questo pensiero. Per questa estate il tempo passato qui è abbastanza, di più sarebbe stato troppo. E' stata l'estate più strana da 17 anni che torno in questo piccolo angolo di Ionio crotonese. Da una parte ho vissuto in una sorta di missione segreta, in cui ero un alter ego difficilmente riconoscibile da me stessa e, appena potevo, cercavo nel mondo virtuale come sentirmi ancora parte di ciò che sono fuori di qui. Da un'altra ho staccato quanto più possibile con Milano e ciò che è associato ad essa, e mi sono lasciata inglobare, stravolgere e ributtare a riva da questa parentesi estiva, per cambiare, per scoprire parti di me stessa e coprirne altre.

Mi appresto a iniziare un nuovo periodo e non sarà mai come quello passato negli ultimi 12 mesi. Ed è un bellissimo sorriso a metà.

E come parte e come ritorna
Come ritorna l'odore dell'onda


Stanotte vorrei andare a cercare le parole nel mare, tra l'odore del vento e quello delle onde.

6 agosto 2011

Perplessa e quasi incazzata

Mi è presa di botta, dal niente e come sempre per cose (banali) che mi cambiano l'espressione in viso e non ci posso fare niente.
Sono perplessa, estremamente perplessa per qualcosa di non chiaro, per qualcosa di non detto che però so. Il sapere senza che mi sia detto è una delle cose che più mi fa girare le scatole. Rientra tra ciò che non mando giù. Fin quando mi interessa poco o niente della persona che lo fa, posso far finta di niente, quando ci tengo si annoda l'intestino e io ingoio bile.
Mi aggrappo a quel filo di razionalità che persiste ed evito un'inutile incazzatura, dato il luogo e il momento, respiro, bevo il caffè e vado al mare. Prima o poi passa.

25 luglio 2011

Quanto vale il mio stare bene?

Mi fermo e mi chiedo quanto lasciare alla corrente o quanto bloccare tutto e chiedere Che sta succedendo? e questa la direzione da prendere?. Non mi so dare risposta e, soprattutto, non mi so muovere. Quanto vale il mio stare bene? In realtà non ho una risposta. In realtà non trovo le parole da mettere nero su bianco. In realtà non voglio pensare che si stiano dissolvendo mesi.