10 giugno 2011

Senza fiato

Il cielo di Calabria mi lascia sempre senza fiato.

Senza titolo per questa volta

Ci sto pensando su da un po', ma la realtà è che, in poco più di due mesi di "lontananza" da questo spazio virtuale, è successo tutto e allo stesso tempo niente. Non ho alcuna voglia di parlare di questo periodo, alcune cose sono ormai da parte e rispolverarle sarebbe inutile, altre mi rendo conto che non riesco a parlarne (oltre che a viverle) in completa serenità.
Allora di cosa parlo? Non lo so. Come per due mesi l'idea di scrivere un post non l'ho mai avuta, così ora scrivo, anche se non so di cosa.
Vorrei urlare, un urlo liberatorio, da rimanere senza voce ma sentirsi leggera. Vorrei non controllarmi e lasciare la possibilità di sfogarmi, incazzarmi, litigare. Dire quello che mi passa per la testa, anche se dopo me ne pento. Vorrei non aver bisogno di altri. Vorrei non sentirmi sospesa nel nulla, in stand-by.
Torno in Calabria per votare al referendum e stacco per quattro giorni. Poi riparto da questi vorrei per smuovere realmente la situazione. Non so se sarà un terremoto, una tempesta o altro, ma è tempo perché ci sia qualcosa.

1 aprile 2011

Go Radio - Citazione

So goodnight moon and goodnight you
When you're all that I think about
All that I dream about
How I'd ever breathe without, a goodnight kiss from goodnight you
The kind of hope they all talk about,
The kind of feeling we sing about,
Sit in our bedroom and read out loud, like a passage from goodnight moon

30 marzo 2011

The Beatles - Citazione

Close your eyes and I'll close mine
Good night Sleep tight
Now the moon begins to shine
Good night Sleep tight
Dream sweet dreams for me
Dream sweet dreams for you

29 marzo 2011

Dovrei dormire

Dovrei dormire, invece ascolto musica, e leggo di amore e De André.

28 marzo 2011

Oggi parlo un po' di me

E' passata una settimana. Anzi esattamente a questa ora di 7 giorni fa io ero a cena con i miei genitori, le mie coinquiline e alcuni degli amici più stretti che ho. Doveva essere una cena fantastica, in cui far vedere ai miei genitori gli amici di cui parlo spesso, star tutti insieme. Doveva essere un bel momento insomma, la mia festa anche se non avevo voglia di festeggiare. Non potevo certo immaginare che i miei genitori avrebbero avuto da recriminare anche su quello. Oddio, visto i due giorni che mi avevano fatto vivere, dove l'ultimo dei miei pensieri è stata la laurea, potevo anche immaginarlo. Mi sono laureata giusto una settimana fa, non sono più una studentessa, non ho questa rassicurante per quanto stressante definizione. Dopo 7 giorni non me ne rendo neanche conto, probabilmente non me ne renderò conto per un bel po'. Lunedì 21 marzo è un giorno che non è realmente esistito nella mia testa. Sono ancora tanto incazzata, così tanto che il discorso Sono genitori, fanno così a questo giro non lo mando giù. Sono incazzata con me stessa per non aver dato di più e per questo senso di insoddisfazione che vivrà con me per po'. Sono incazzata perché ho coinvolto persone in due giorni e mezzo completamente allucinanti. Scendono ancora lacrime di rabbia, dopo 7 giorni. Credevo di averle esaurite tutte martedì mattina in pigiama davanti al portone del mio palazzo, mentre litigavo, o meglio, mentre i miei inveivano. Ho pianto per un'ora senza quasi smettere. Non sono la migliore figlia, non sono perfetta, non ho un carattere facile, non sono sempre presente, non so parlare al telefono, non trovo argomenti, non so raccontare quello che vivo, sono umana, sono fragile, sono lunatica, sono complicata, vivo per me e cerco di vivere al meglio. Non sono la vita di altre persone, tanto meno dei miei genitori, non lo voglio essere. Voglio far parte della vita di altre persone, tanto più dei miei genitori, ma voglio essere soprattutto tanto mia. Voglio andarmene via, a volte voglio scomparire, ma adesso ne ho più paura che mesi fa. Adesso ho tanta paura. E provo a non far esplodere quello che sto pressando dentro di me, lo tengo con me per le camminate lunghe ore con la fotocamera, per quando nuoterò di nuovo, per cose mie che mi fanno sentire libera come nessuno può capire fino in fondo.

George Gordon Noel Byron - Citazione

Each kiss a heart-quake...

27 marzo 2011

Stare bene

Il mio stare bene è sentire il tuo odore anche se non ci sei.

26 marzo 2011

Tony Benn - Citazione

Most things in life are moments of pleasure and a lifetime of embarrassment; photography is a moment of embarrassment and a lifetime of pleasure.

25 marzo 2011

Ogni volta che respiro

E sorrido e godo. E quanto godo in quello sguardo che cambia, nella voce che si abbassa, nel respiro che diventa veloce. E sorrido come non mai, sto bene, fottutamente bene.
Ti sento ovunque, il tuo odore è rimasto sulla pelle e lo stomaco si stringe ogni volta che respiro.

22 marzo 2011

Nella testa

Ti voglio tanto.

21 marzo 2011

Sopravvivere al primo giorno di primavera

Basterebbe sopravvivere al primo giorno di primavere, agli sguardi, agli sbuffi e ai sottintesi. Basterebbe un sorriso e molte meno parole.

19 marzo 2011

Fantasticamente umana

Sorrido e mi imbarazzo, e sto bene. Parlo, non molto, ma parlo. Racconto piccole cose di me. Chiedo un sorriso anche se non posso vederlo. Descrivo la mia reazione quando mi imbarazzo. E sorrido, quanto sorrido. Quanto è bello sorridere.
Fantasticamente umana.

Giusto perché si parla di unità d'Italia

17 marzo 2011

Un 17 marzo

So già che mi addentro in un discorso lungo che non posso portare a termine, per mancanza di tempo e, soprattutto, per mancanza di studio. Però qualcosina vorrei dirla anche io.
Io sono italiana, sono nata tale e mi sento tale, constatando i difetti che ci sono attualmente in Italia, constatando i miei limiti nell'essere italiana, constatando che nei miei programmi/sogni vivrò in Italia per pochi mesi ancora. Sono italiana, ma sono anche calabrese. Anzi sono profondamente calabrese. Vivo a Milano da 5 anni e mezzo, in Calabria non vivo mai più di 30 giorni di seguito, ma comunque lì sono cresciuta, lei sento terra mia, lei amo e odio. Quindi sì, io sono un'italiana calabrese, o meglio, una calabrese italiana, vissuta a Milano per anni e che per anni spera di vivere all'estero (giusto per rincarare la dose). Non sono né un buon esempio né uno cattivo.
Ed oggi è il 150° anniversario dell'unità di Italia. Figo. C'è tanta gente che se ne riempie la bocca con i pro e i contro, le discussioni sulla festa nazionale o meno, se è vero che è unita questa nazione o no. Leghisti, anti-leghisti, nazionalisti, comunitari, sinistroidi, destroidi. Tutti parlando da giorni, per non dire settimane, per non dire un mese. Festa sì festa no. Io normalmente sopporto le parole tanto quanto, ultimamente ancora meno.
Però a questo giro un po' di parole le metto anche io. Quante meno posso, promesso. L'Italia attualmente è unita nelle sue immense divisioni, con il nord che è quello che è e la "questione meridionale" trascinata da 150 anni a questa parte. Ma non mi raccontate la storiella idilliaca del Risorgimento e della spedizione che ha salvato il sud dalle barbarie del Regno delle due Sicilie. Vi prego, mi basta già quello che viene normalmente raccontato nei libri di storia e il senso di inferiorità misto all'orgoglio ottuso, spesso fine a se stesso, delle persone del sud. E avanza pure. Non ho intenzione di festeggiare questo giorno partendo da queste basi, soprattutto dalle lacune perpetrate di anno in anno.
Si vuole festeggiare l'unità dell'Italia? Bene, iniziamo a dire tutto su come è andata, iniziamo a raccontare la storia tutta quanta e non solo quella che piace raccontare. Leggiamo qualcosa di come è andata veramente 150 anni fa e di quello che realmente è successo dopo. Proviamo a prendere in mano quello che hanno scritto storici come Denis Mack Smith, senza la quantità esorbitante di ipocrisie nordiste e sudiste, italiane in generale. E poi sì, poi festeggiamo questa data a volto scoperto, se proprio vogliamo. E se ci crediamo realmente, iniziamo a lavorarci seriamente su questa nazione unita, non appiattendo le individualità, non osteggiando ciascuno quella altrui, ma facendole cooperare. Sempre se.