7 settembre 2016

Anonimo - Citazione

Summer is over. Time to officially remember what day of the week it is.

Mai così vero dopo poco più di due settimane in Calabria.

14 agosto 2016

Anonimo - Citazione

By the way, I'm wearing the smile you gave me.

Nell'ultimo post, di troppi mesi fa, parlavo di citazioni. Quando ho aperto il blog oggi, con l'intenzione di postare una citazione, non ricordavo che fosse questo l'ultimo post.
Sono tornata alle citazioni, non so quanto durerà, ma negli ultimi giorni ne ho usate parecchie: sei in una settimana. Non ricordo neanche quando è stata l'ultima volta che ne ho usate così tante.
Cosa è cambiato? Che il vento gira e tanti cambiamenti mi aspettano da qui a pochi mesi.Sarebbe una bugia veramente grossa dire che non ho un po' paura mista a tutte le emozioni: non so da qui ad un anno dove come e con chi sarò.
Pochi minuti fa, nonostante mi senta come in precario equilibrio su una corda, mi è venuto in mente un ricordo dei giorni passati a Boston. E ho sorriso in modo genuino.

10 novembre 2015

On This Day, again

È strano rivedere quante citazioni scrivevo fino quattro anni fa su facebook. Forse dovrei tornare a farlo.

10 Novembre 2009

every look is a drop of obsession that slowly will lead to madness

Credo di sapere esattamente a cosa si riferiscano queste parole. Ci sono cotte che ti cambiano, anche se durano veramente poco. Noise è stato questo, una bellissima cotta durata un mesetto, sbalzi ormonali da ridere e un bacio che non ho dato, perché così sono fatta io.


10 Novembre 2011

Trust is as priceless as tremendously fragile

We had met that day because we were supposed to meet. If we hadn't met then and there, we would have just met somewhere else sometime. - Haruki Murakami

Tutto questo è Limo. È quasi folle pensare quanto sia stata nella mia testa.


Dovrei tornare alla mia passione per le citazioni, dicono così tanto di me e me ne ero dimenticata.

6 novembre 2015

Citazioni dalla me di tempo fa

Facebook si è messo di impegno. Il bello è che sorrido.

6 Novembre 2011

Non sono il supereroe di turno

La pioggia si mischia alle lacrime e non si distingue chi riga di piu' il viso

5 novembre 2015

A non provare avrei comunque perso

Ultimamente Facebook invade la mia bacheca (e immagino quella di tutti gli altri) con Your Memories on Facebook. Cosa che non mi fa esattamente impazzire (ricordami che mio fratello è tra i miei contatti da 4 anni e giù di lì, non mi fa stappare lo spumante). Oggi però mi ha sorpreso e fatto sorride.
È un ricordo di 4 anni fa, ora più ora meno. 4 anni fa ero a Milano per pochi giorni ancora. Mi ero appena trasferita a Dresda, fatto il primo Lab Retreat e poi di nuovo a Milano per le ultime cose, gli ultimi abbracci e un ultimo addio alla città che era mia e dove sarei tornata solo da turista.
È stata anche l'ultima volta che ho visto Limo. Ho promesso altrove che ne parlerò, pezzo dopo pezzo lo faccio. Questo è il pezzo finale.
Era finita già, da un paio di settimane. Un mese è poco più, intenso quanto non mai. E io ero, più o meno pubblicamente, a pezzi. Non puoi decidere quando o di chi ti innamori, capita e basta. Così è stato per me. Di Limo mi ero innamorata, ma cotta persa. A guardami indietro non so dire esattamente il momento in cui è successo, o cosa. Ma so che lo ero. Persa. A tal punto da non vedere quello che non andava.
A tal punto da sentirmi non semplicemente a pezzi, quando è finita. Non mi sentivo all'altezza, mi sentivo sbagliata. Non capace di far star bene le persone.
Stare di nuovo con Dancer per una sera mi ha fatto capire che non ero sbagliata. La storia mia e di Limo era diventata sbagliata, nonostante io fossi innamorata.
Il 5 Novembre era sabato, ultima volta volta in Al Chiar Di Luna in zona Isola che ora non esiste più. Tante lacrime, almeno quanto le birre. Ma prima di tutto questo sul mio facebook ho scritto ciò:

A non provare avrei comunque perso


A 4 anni di distanza e nonostante tutto, sono d'accordo con me stessa. Con tutto ciò che ho provato, quando anche meno me lo aspettassi, a non viverlo ci avrei perso.

2 novembre 2015

Roxette - Citazione

Hold on tight,
you know she's a little bit dangerous.
She's got what it takes to make ends meet
the eyes of a lover that hit like heat.
You know she's a little bit dangerous.


Yep, she is a little bit dangerous to me.

1 novembre 2015

Nadine Khouri - Citazione

Too beautiful. Too beautiful to ignore you.
You are by far the one that I adore.

22 ottobre 2015

Tu cosa rispondi?

Cosa è l'amore? Se la/il tua/o ragazza/o ti chiede Perché mi ami?, tu cosa rispondi?
Un giorno Simo mi disse che quel rapporto decennale in cui era stata non era niente altro che una scatola. Ed essendoci passata, mi ha detto Non entrare in una scatola, per quanto bella sia.
Un rapporto-scatola. Quei rapporti in cui c'è tutto, affetto, sicurezza, stima,... ma non c'è amore. Si è comodi in un rapporto-scatola, non ci sono rischi. Ma uccidono un po' di te, giorno dopo giorno.
Adoro non credere nelle coincidenze tanto quanto amo chiamare giorni come questi "coincidenze astrali strane". Sembra che più o meno tutto intorno mi spinga a pensare a cosa è un rapporto d'amore e a cosa è il mio rapporto con Sun. Film, libri, musica, persino Gramellini e il suo ultimo post su Ricominciamo. E io che da un po' mi sono messa in pausa dal pensare, per riuscire a sopravvivere al PhD.
Non riesco a vedere Sun come una scatola, ma ci sono delle distanze tra di noi che mi mettono paura. Saranno le stesse distanze che decideranno, in un futuro più o meno breve, se le nostre strade di divideranno. Per questo il mio cervello è in pausa, ad ora non posso rispondere se è più forte quello che ci tiene insieme o quello che ci divide. Prima c'è una tesi da finire.
Ma nel frattempo a te che stai leggendo chiedo: se la/il tua/o ragazza/o ti chiede Perché mi ami?, tu cosa rispondi?

21 ottobre 2015

Problema considerevole

Avere l'ormonella, e non poterla soddisfare, è un problema considerevole che causa, tra le altre cose, una notte insonne non richiesta.

19 luglio 2015

Pensieri di un'alba d'estate

Ci sono alcuni momenti in cui non vorrei essere qui. Vorrei uscire dal portone, sentire l'aria fresca della notte su di me e camminare, dove non importa. 
Ma poi rimango, mando giù lo scazzo, lascio che il tempo scorra e che gli umori ritornino normali. 

Pochi anni fa avrei seguito il mio istinto, ora no. Alcuni chiamerebbero tutto questo "diventare adulti".

28 giugno 2015

Supreme Court of the United States - Citazione

The history of marriage is one of both continuity and change. Changes, such as the decline of arranged marriages and the abandonment of the law of coverture, have worked deep transformations in the structure of marriage, affecting aspects of marriage once viewed as essential. These new insights have strengthened, not weakened, the institution. Changed understandings of marriage are characteristic of a Nation where new dimensions of freedom become apparent to new generations

26 giugno 2015

La voce di Ligabue

La voce di Ligabue è Milano, la Milano degli ultimi due anni che ci ho vissuto. Più che gli anni liceali, più dei primi anni dell'università. È lab, tesi, camminate, 93 affollata e bici. È cioccolate calde, parole, discorsi di notte. È San Siro, gavettoni e zanzare. È risate e lacrime.

24 giugno 2015

A una spanna da terra

Dentro la disco la festa continua, la musica è ad alto volume e l'alcol che continua a scendere. Mi sento su un altro pianeta, forse lo sono. Le ultime ventiquattro ore hanno sgretolato muri di dubbi e la paura di non farcela, di non essere all'altezza. Sono su un altro pianeta, ballo, rido, festeggio, mi sento ad una spanna da terra. Il dolore di prima non lo ho dimenticato, ma anche la Simo balla, ride e festeggia per me. Al resto ci penserò, non oggi.

Mi guardo in giro, incrocio visi di persone che non conosco, anche loro a ballare e ridere. Scannerizzo chi mi circonda. Analizzo, tra un sorso e l'altro. Con lo sguardo vado oltre, poi ritorno. Faccio ipotesi, continuo ad analizzare e controllo quanto possa sbagliarmi. Certe cose non cambieranno mai, rimarrò sempre la stessa Ste. Non resisto alla tentazione di scandagliare ciò che mi circonda. La Simo lo sa bene. Credo abbia capito, mi conosce bene. È uno di quei momenti in cui la Ste-faccia-di-bronzo entra in scena, con tutto il rumore, la spavalderia e la noncuranza che la caratterizza. La Ste-introversa si rimpicciolisce fino a scomparire. Non prendo neanche in considerazione che possa essere un palo, alla Ste di ora non interessa. 

Anche perché ormai ho deciso, è lei. Jeans e t-shirt chiara. Seduta a bere il suo cocktail tra le amiche. Ride e parla con loro. La squadro. Analizzo gesti, espressioni, posture. Aspetto. Riconosco l'adrenalina che corre lungo il mio corpo, quei piccoli brividi, l'accelerare del battito. Continuo a guardare, sono a pochi metri, abbastanza da osservare ma non da essere notata. Non riesco a definirla, devo essere troppo brilla per questo, ma poco importa. Ride e parla. Mi piacciono i suoi occhi quando ride. Mi piace quando ride. 

Rimane seduta da sola e beve il suo cocktail. È quello che aspettavo, è il mio semaforo verde.

Mi avvicino sicura, fino a un passo da lei. "Tu non puoi stare qui seduta. Ora ti alzi e balli". Mi guarda incredula, non se lo aspettava. "Ma il mio cocktail?".  "Lo poggi da qualche parte, non mi interessa. Tu ora ti alzi e balli". Le porgo la mano e le sorrido. Si alza e mi segue, verso il centro di quella piccola pista. Sento gli occhi della mie e delle sue amiche su di me, sento anche il sorriso Ma te pareva della Simo. Sorrido, la osservo da vicino mentre balliamo. Ha le mani piccole e gli occhi scuri come i capelli. È su di giri, almeno quanto me. Balliamo, parliamo, ci guardiamo. Conduco il gioco. Partono silenti sfide. Ridiamo.

Sono tornata da poche ore, sono a casa. Il mio mondo è stato stravolto e le cose da affrontare sono tante. Ma non ora, non oggi. Oggi sono a una spanna da terra.

11 giugno 2015

Alla fine di un giro

Lo ricordo come fosse successo un paio di settimane fa e non quasi quattro anni. Allo stesso tempo è così lontano da sembrare il ricordo di un'altra persona.

2 Settembre 2011. 
Siamo alla fine della Selection Week, ultimo giorno, ultime ore di ansia prima di sapere se si è dentro o meno. Tra applicanti non riusciamo quasi a parlare di cosa sarà, quasi parlarne possa frantumare il sogno. L'idea di pranzare in mensa non mi va proprio, così colgo al balzo l'invito a mangiare un panino sulla riva dell'Elba insieme ad altre tre applicanti. Siamo tutte da una nazione diversa, un'italiana, una tedesca, un'indiana e un'egiziana. Il tempo scorre piacevole e quasi ci passa di mente che è tempo delle buste, di quella lettera che ci dirà del nostro futuro.
Ore 6 pm. Siamo tutti nell'aula del primo giorno, dove ascoltammo ciascun PI (NdR principal investigator) parlare della propria ricerca. Su un paio di scrivanie sono disposte le buste. Cerco quella che reca il mio cognome, la trovo, mi sposto da qualche parte e la apro. E non voglio crederci, sono dentro. Devo rileggere ancora. Sono veramente dentro, ce la ho fatta, sono passata. Sono un PhD student, o meglio, lo sarò qui. Chiamo Simo, le devo dire. Sono passata davvero. Chiamo i miei e mio fratello. Sono passata.
Sembra di indossare degli occhiali strani, tutto sembra diverso ora. La luce dalle finestre è diversa. Non ho il coraggio di chiedere in giro, so che non tutti siamo passati. Ma le tre ragazze con cui ho passato il pranzo sono passate, le ritroverò qui tra qualche mese. È una strana sensazione, quell'aula mista di gioia e delusione. 
La sera scorre, c'è il PhD Party. Il cibo non è granché ma che importa, l'alcol sopperisce ampiamente. Bevo e rido. Bevo e scherzo. Bevo e parlo. Bevo e ballo. C'è anche il mio futuro capo, mi passa a salutare, ci rivedremo in due mesi, a inizio Novembre, per il Lab Retreat. E comunque io bevo. 
È passata la una ormai, sono allegrotta e stanca. È tempo di nanna che il giorno dopo si riparte per Milano.

3 Settembre 2011
Lascio Dresda sapendo che tornerò, due mesi e sono qui di nuovo. È strano partire per Milano, per la mia città, per il posto prima tanto odiato e ora amato profondamente, e sapere quando esattamente ripartirò per lasciarla. Probabilmente per tanti anni o per tutta la vita. 
Sono ancora stordita da questa settimane e soprattutto dalla serata precedente. Non so neanche cosa aspettarmi dal mio ritorno a Milano. Non me lo chiedo, la mia mente è in un altro mondo. Ho il sorriso stanco di chi ha dato tutto. 
Il viaggio va tranquillo, a Francoforte ho tempo di raggiungere il mio gate senza lasciarci i polmoni. Sto tornando a casa ma solo per due mesi. È tutto estremamente strano. Sono passata, ho una posizione da PhD Student. Ho raggiunto il mio obbiettivo e ora posso smettere di essere [scazzata mode on]. Questi ultimi mesi di intensi e dolorosi finiti, ho raggiunto il traguardo. Sono felice ma ho un retropensiero che non mi lascia, sta lì e lo so cosa mi dice. Lascio Milano, lascio la città che più mi ha cambiato e stupito. Lascio Milano, lascio le persone a cui più devo la Ste di ora. Sarebbe successo, era questione di poco. Lo so. Ma nella felicità questo fa male.
Arrivo a casa che sono le 10.30 pm. Stanca. Chiamo i miei. Sento Simo. C'è una serata, disco, il solito gruppo. La stanchezza va, può aspettare. Ora è tempo di festeggiare qui. 
Mi passano a prendere un oretta dopo, io sono pronta alla serata. La stanchezza non c'è più. C'è Simo, l'abbraccio finalmente. È contenta, la Ste ce la ha fatta. È passata. 
Poi via verso la disco. Ci sono un po' tutte e tutte a congratularsi. È la mia serata. Si beve e si scherza. Si beve e si ride. Si beve e si parla. Si beve e si balla. Si beve.
Usciamo fuori io e Simo. L'aria è fresca e un po' umida dalla pioggia che c'è stata. Peccato che la parte all'aperto non sia utilizzata oggi. Simo porta la sigaretta alla bocca, fa un tiro e mi guarda negli occhi. "Allora te ne vai". La guardo negli occhi e vedo quello che sento io, lo sapevamo entrambe ma comunque farà male. 

Si arriva, si cresce, si vive, si parte. È un ciclo continuo, come il giorno e la notte. Siamo alla fine di questo giro e uno nuovo sta per iniziare.

9 giugno 2015

Momenti adolescenziali

Ritrovarsi la mattina a canticchiare insistentemente Tiziano Ferro e sentirsi di nuovo adolescente.

Perché piccola potresti andartene dalle mie mani