Questo è mio! è la mia storia, è la mia vita (...) Sarà il mio ricordo, sarà le mie foto perché non voglio foto (...) resterebbe qualcosa di troppo nitido, mentre le foto di inchiostro sembreranno avvolte da una nebbia di sogni che smussa un po' tutto. (...)
Ma questo è mio! e probabilmente nessuno può capirlo...questo è mio! E' la mia vita, o meglio quello che rimane! Sono i miei pensieri in inchiostro, è l'inchiostro dei miei pensieri.
E'! Punti sospensivi, punto esclamativo, punto interrogativo e di nuovo esclamativo. Punto e basta.

Miss

Miss

17 novembre 2009

E' così importante sentirsi parte di qualcosa?

Mi trovo a girovagare su facebook, prima di abbandonarmi alle braccia di Morfeo, cercando un po' di notizie su un paio di locali che sto frequentando ultimamente a Milano. Cliccando qui e là sulle pagine di proprietari/locali/DJs mi imbatto sulle amicizie in comune: Noise. Niente di strano visto che si tratta del Cicerone che mi ha mostrato questi locali. Ma poi penso che vive a Milano da un anno circa, io da quattro...
E continuo a sentirmi un fiocco di neve ad agosto.

16 novembre 2009

Ci sono notti che decidi di non dormire

Ci sono notti che decidi che di non dormire...questa è stata una di quelle notti. Persa tra pensieri e canzoni di Gianna Nannini, sto tentando di star dietro a quello che sta cambiando in me e intorno a me, ma mi sento sempre in ritardo.

Tornata in vita

I ricordi non devono essere esteticamente belli, sono ricordi punto e basta.

E' stata la frase che ti ho detto dopo essere passata da scherzosa, a incazzata per poi essere scazzata e infine contenta. E' quello che credo, per me i ricordi non devono essere foto mirabolanti, anzi spesso i miei "ricordi" sono cose stupidissime quali un biglietto, uno scontrino, una frase. E' stata la serata del concerto di Gianna Nannini, qualcosa di fantastico, di elettrizzante, da rimanere senza voce. E' iniziato con Maledetto Ciao [Siamo spiriti, spiriti per una breve eternità] e già lì si cantava a squarcia gola. Poi un susseguirsi di canzoni ed emozioni, le più varie e io, quando non stavo con lo smartphone a registrare un video, stavo a braccia conserte ma non perché non provassi niente, invasa da quelle vibrazioni, da quelle parole, come quelle di Sogno [Ci sarà qualcosa nella vita per cui valga la pena], ma perché è la cosa più simile ad un abbraccio quanto ci si sente soli. E io in quei momenti, tra tutte quelle persone, mi sentivo stupidamente sola. Poi è arrivata Sei nell'anima [Sei nell'anima e lì ti lascio per sempre sospeso immobile fermo immagine un segno che non passa mai] e lì volevo morire. Mi sono catapultata senza paracadute nei ricordi di 3 anni fa, nei ricordi di Mattia perché quella canzone è un po' la canzone di Mattia, era quello che volevo dirgli e che allora non ho mai avuto il coraggio di farlo. Anche tu lo hai capito e hai fatto sentire che c'eri mentre io continuavo a cantare (stonata come sono, ma per fortuna lì si sentiva poco) parole che non ho mai voluto dire. Sì, quella canzone mi ha fatto morire. Da lì in poi ho sempre sentito che c'eri, mi sono detta No, non sono sola e mi sono sentita stupida di essermi sentita sola. Non ho fatto caso a quanto sia effettivamente durato il concerto, ma a mezzanotte passata stavamo alla stazione di Porta Venezia, direzione Mono. Lì il "teatrino" delle foto prese di forza, restituite da incazzata e riprese da scazzata. Hai detto che ci voleva qualcosa da bere per far pace, io in realtà non ero esattamente incazzata con te, ma mi aveva "dato fastidio" un po' il fatto che ti ostinassi a volere un motivazione che effettivamente lì per lì non avevo o quasi, sapevo che sarebbero finite a far parte di una sorta di scatola dei ricordi ma perché loro e non altro non c'era un motivo reale. Comunque una Menabrea in questi momenti è sempre buona, se poi diventano due è ancora meglio (e come hai detto anche tu, una terza ci sarebbe anche stata).
Mentre eravamo ancora in metro ti ho detto che ci sono mondi dove posso ancora parlare, anzi scrivere di tutto. Ho stuzzicato ulteriormente la tua curiosità, ti avevo già parlato di luoghi che le persone che mi conoscono nella vita reale non possono conoscere. Mi riferivo soprattutto a questo blog e so che parlando in quel modo non faccio che spingerti a voler sapere, rischiando di incuriosirti così tanto da portarti a cercare, lo so bene e da una parte ammetto che vorrei essere scoperta.
Ti ho parlato anche della Smemo del 2007, quella che nessuno ha mai letto e che nessuno deve mai leggere. E' il posto dove ho scritto in modo in cui neanche qui ci riuscirei, in un periodo strano (come ogni periodo della mia vita d'altronde). La prima volta che ci scrissi fu il 30 Luglio 2006, parte di quello che scrissi lo posso rendere prologo di questo blog:

Questo è mio! è la mia storia, è la mia vita (...) Sarà il mio ricordo, sarà le mie foto perché non voglio foto (...) resterebbe qualcosa di troppo nitido, mentre le foto di inchiostro sembreranno avvolte da una nebbia di sogni che smussa un po' tutto. (...)

Ma questo è mio! e probabilmente nessuno può capirlo...questo è mio! E' la mia vita, o meglio quello che rimane! Sono i miei pensieri in inchiostro, è l'inchiostro dei miei pensieri.
E'! Punti sospensivi, punto esclamativo, punto interrogativo e di nuovo esclamativo. Punto e basta.

29 ottobre 2009

Crisi di astinenza

In questo periodo, non ci può essere di peggio che questa sottile sensazione di crisi di astinenza, qualcosa di quasi impalpabile che mi rende perennemente irrequieta.

27 ottobre 2009

Liquido - Citazione

And I touched your face
Narcotic mind from lazed Mary-Jane

And I called your name
Like an addicted to cocaine calls for the stuff he'd rather blame

And I touched your face
Narcotic mind from lazed Mary-Jane

And I called your name
My cocain

Sei la mia cocaina. Sei quel vino che ti prende pian piano per poi devastarti quando è troppo tardi per accorgersene. Sei ciò che non posso avere.

25 ottobre 2009

Bemused

Sono pensierosa ma incapace a focalizzare un pensiero effettivo. In tram guardavo fuori dal finestrino di fronte, alla ricerca uno sprazzo di cielo tra i palazzi e questo è il segno di quando mi perdo in pensieri che neanche conosco. Ora guardo lo schermo senza fare caso a niente, scorro le pagine web meccanicamente. Sto tentando di metabolizzare queste ultime 24 ore e poco più ma al momento non ci riesco.

18 ottobre 2009

Stravolta a metà

E' bastata una settimana per stravolgermi a metà, 7 giorni che a me sembrano un'eternità e guardandomi intorno mi viene solo da ridere. Sì, da ridere, penso a me stessa ora e prima e rido, ma il motivo non so bene quale sia, o forse lo so. Sono stravolta a metà, certezze già vacillanti o quasi inesistenti sono crollate come un castello di carte eppure non ne sento la mancanza. Negli ultimi quattro anni di castelli di carta ne ho visto crollare parecchi, il più delle volte lasciando in me un effetto tanto devastante quanto accuratamente occultato, ora invece rido. In questi due giorni mi sono "fissata" con Fairy girl di Elisa, da venerdì mattina la sento cantare nella mia testa e si ferma solo quando ascolto altro. Quando accade una cosa simile c'è sempre un motivo, questo lo ho imparato da passato, c'è sempre qualcosa nell'aria, come gli uccelli che volano bassi, l'odore della pioggia, la calma prima di acquazzone.
Sono stravolta a metà e non so quanto ci vorrà per stravolgere ciò che resta perché ancora non so bene chi sto diventando, sono ancora in quel unsteady state in cui tutto o quasi è possibile e tutto o quasi può accadere. Forse anche per questo rido, è come se al momento io fossi priva di forma, come un impasto che si sta amalgamando, come un maionese che sta venendo ma può sempre impazzire all'ultimo. Poco fa ho ascoltato Non è tempo per noi di Ligabue e mi sono tuffata in quel testo perchè lo sento mio, sento mia la sensazione di quando sembra di essere, nel bene e nel male, fuoriposto rispetto al resto del mondo.

Non e' tempo per noi che non ci adeguiamo mai
Fuorimoda, fuoriposto, insomma sempre fuori dai

Casino

Il casino è che a me piaci tu. Punto.

17 ottobre 2009

Devo

Devo staccarmi

Vorrei poter non crederci

Chiude la Buell. Il mio animo motociclistico è in lutto.

16 ottobre 2009

Gioco

A che gioco stai giocando? Lo devo capire prima di ritrovarmi in qualcosa che non so gestire e io devo gestirla... Ma davvero devo? Davvero voglio? E io a che gioco sto giocando?

Si dovrebbe vivere se non altro per soddisfare la propria curiosità.
Dylan Dog

07 ottobre 2009

George Orwell - Citazione

Tutti gli animali sono uguali [ma alcuni sono più uguali degli altri]

C'è bisogno di aggiungere altro?

02 ottobre 2009

Una qualsiasi direzione

Ora come ora, peggio di così non può andare. Seppure sono giorni che non scrollo di dosso questo torpore, toccato il fondo si può solo migliorare. Tanto vale scegliere una qualsiasi direzione e camminare senza mai fermarsi, una strada la troverò e potrebbe portarmi da te come allontanarmi.
Cosa sia meglio non lo so, non lo voglio sapere.

23 settembre 2009

George Bernard Shaw - Citazione

Il segreto per essere infelici è di avere il tempo di chiedersi continuamente se si è felici o no.

E continuare a riempirsi la testa di "Se" e di sogni ipotetici quando il giorno dopo hai un esame...

21 settembre 2009

Immaginate

Immaginate, alle 3 di notte, tutto immerso nel silenzio, niente macchine, nessun rumore di passi, nessuna parola, solo il rumore di qualche goccia di pioggia che cade da qualche albero e da qualche balcone e il tintinnio leggero di campanelli eolici.
Direste mai che io stia parlando di Milano?