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7 dicembre 2008

Negli occhi di mia nonna

Ieri sera negli occhi di mia nonna mi è sembrato di vedere per un instante l'anziana donna con cui sono cresciuta. Non so neanche bene come descriverlo.
Tra 22 giorni è il mio compleanno, il ventiduesimo e mi viene difficile non pensare che appena un anno fa eravamo a casa mia, per una festa in famiglia: niente amici, niente sbattimento per vedere chi viene e chi no, semplicemente io, i miei e i nonni. Ho una foto con nonno e nonna in cui io ho una espressione scema, come al mio solito. Il pranzo della domenica, come oggi, era il pranzo con i nonni. Negli ultimi anni ero quasi sempre io a andarli a prendere a casa e poi a riaccompagnarli. Oggi pranziamo da soli. E non ci sarà più la cena della Vigilia, il pranzo di Natale, il pranzo per il mio onomastico,... Ricordi, rimarranno ricordi, bei ricordi.
Come se ora la nonna con cui sono cresciuta sia rimasta intrappolata nel proprio corpo, nella propria mente, in quello che non riesce più a dire o a fare. La razionalità, il saperlo come sempre può solo dirti che la pillola sarà molto amara, non potrà mai addolcirla.

29 luglio 2008

Spicchio di luna rossa



Prima luna rossa dell'estate...speriamo porti i sogni.

11 luglio 2008

Stefà! Giusè! Cchi facite?

Fin quando io e mio fratello abbiamo abitato sotto lo stesso tetto è stato un litigio continuo, non eravamo d'accordo su niente e potete immaginare l'esasperazione di mia madre. E non erano solo i 5 anni di differenza che c'erano, ma qualcosa che oggi, dopo tutti questi anni, non so spiegare (che rimanga tra di noi, mia madre dice che tra i due il carattere più forte lo ho sempre avuto io, tanto è che non ero io a adeguarmi a quello che voleva fare lui, ma il contrario). Una sorta di trattato di pace è stato firmato quando eravamo a più di 800 km di distanza, ossia quando lui è diventato studente universitario a Pisa e io neo-liceale a Cosenza. Dei 14 anni passati a condividere le stesse mura, ricordo che in una sola occasione ci mettemmo d'accordo: nell'organizzare uno scherzo a mia nonna.
Dovevo avere 4 o 5 anni e mio fratello 9 0 10 anni, non di più perché ancora vivevamo nell'appartamento sopra quello dei miei nonni, in una palazzina di 4 piani fatta costruire da mio nonno e quando i miei lavoravano, mia nonna badava a noi piccoli scalmanati. Non so come ci venne in mente l'idea dello scherzo, fatto sta che il giorno prima, nella stanzetta che condividevamo, prendemmo il registratore blu della Chicco (quello che aveva il tasto rec colorato di rosso e tutti gli altri bianchi), una audiocassetta, che nei miei ricordi è arancione, e tutto ciò che poteva fare rumore: doveva infatti inscenare uno dei peggiori litigi con tanto di grida, insomma una cosa fatta per bene. Non so come i miei non se ne accorsero, so solo che eravamo estremamente soddisfatti del risultato. Il giorno dopo venne mia nonna a guardarci durante la mattina, noi giocavamo normalmente nella stanzetta mentre lei stava in cucina, forse a cucinare, non ricordo bene. Decidemmo di mettere in atto il nostro "piano": mio fratello posizionò il registratore vicino alla porta aperta, alzò il volume al massimo, premette play e ci nascondemmo nell'armadio a muro enorme che avevamo in stanza. Di punto in bianco, nel silenzio dell'appartamento, si sentì un casino enorme di rumori metallici, grida e quanto altro. Mia nonna, nel sentire tutto questo baccano, si scapicollò (per quel che poteva a quasi 70 anni) dalla cucina alla stanzetta gridando: Stefà! Giusè! Cchi facite? (ossia Che fate?).
Non ricordo quale fu la reazione nel vedere il registratore e nel sentire noi che ridevamo a crepapelle nell'armadio, ma fino a allora così tanto non mi ero mai divertita.
Il motivo per cui ho pescato questo ricordo sarebbero parole "di troppo" in questo momento, pensarci ora è un tuffo al cuore.

23 giugno 2008

Il mio amore

Che amore mentre osserva attentamente un uccellino (che per questa volta ha salve le penne)

16 giugno 2008

...

Forza nonna! Non mollare! Tra qualche giorno sono lì con te ^^