11 luglio 2008

Stefà! Giusè! Cchi facite?

Fin quando io e mio fratello abbiamo abitato sotto lo stesso tetto è stato un litigio continuo, non eravamo d'accordo su niente e potete immaginare l'esasperazione di mia madre. E non erano solo i 5 anni di differenza che c'erano, ma qualcosa che oggi, dopo tutti questi anni, non so spiegare (che rimanga tra di noi, mia madre dice che tra i due il carattere più forte lo ho sempre avuto io, tanto è che non ero io a adeguarmi a quello che voleva fare lui, ma il contrario). Una sorta di trattato di pace è stato firmato quando eravamo a più di 800 km di distanza, ossia quando lui è diventato studente universitario a Pisa e io neo-liceale a Cosenza. Dei 14 anni passati a condividere le stesse mura, ricordo che in una sola occasione ci mettemmo d'accordo: nell'organizzare uno scherzo a mia nonna.
Dovevo avere 4 o 5 anni e mio fratello 9 0 10 anni, non di più perché ancora vivevamo nell'appartamento sopra quello dei miei nonni, in una palazzina di 4 piani fatta costruire da mio nonno e quando i miei lavoravano, mia nonna badava a noi piccoli scalmanati. Non so come ci venne in mente l'idea dello scherzo, fatto sta che il giorno prima, nella stanzetta che condividevamo, prendemmo il registratore blu della Chicco (quello che aveva il tasto rec colorato di rosso e tutti gli altri bianchi), una audiocassetta, che nei miei ricordi è arancione, e tutto ciò che poteva fare rumore: doveva infatti inscenare uno dei peggiori litigi con tanto di grida, insomma una cosa fatta per bene. Non so come i miei non se ne accorsero, so solo che eravamo estremamente soddisfatti del risultato. Il giorno dopo venne mia nonna a guardarci durante la mattina, noi giocavamo normalmente nella stanzetta mentre lei stava in cucina, forse a cucinare, non ricordo bene. Decidemmo di mettere in atto il nostro "piano": mio fratello posizionò il registratore vicino alla porta aperta, alzò il volume al massimo, premette play e ci nascondemmo nell'armadio a muro enorme che avevamo in stanza. Di punto in bianco, nel silenzio dell'appartamento, si sentì un casino enorme di rumori metallici, grida e quanto altro. Mia nonna, nel sentire tutto questo baccano, si scapicollò (per quel che poteva a quasi 70 anni) dalla cucina alla stanzetta gridando: Stefà! Giusè! Cchi facite? (ossia Che fate?).
Non ricordo quale fu la reazione nel vedere il registratore e nel sentire noi che ridevamo a crepapelle nell'armadio, ma fino a allora così tanto non mi ero mai divertita.
Il motivo per cui ho pescato questo ricordo sarebbero parole "di troppo" in questo momento, pensarci ora è un tuffo al cuore.

2 commenti:

  1. anchio ho ricordi analoghi a questo.. gli scherzoni ai nonni sono i più belli e a pensarci adesso viene un pò di malinconia e di tristezza perchè loro non ci sono più..

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  2. ciao
    che ricordi!
    oggi ... sole e magia per un'altra settimana che volge al termine... teniamo duro ancora oggi e domani... poi .... weekend!!!!

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